FILI D'AQUILONE
rivista d'immagini, idee e Poesia

Numero 32
ottobre/dicembre 2013

Geometrie

 

GRAFICHE URBANE / GRAFICHE INTERIORI
Immagini che incontrano le poesie di Emily Dickinson

foto di Ambra Laurenzi



Dei bellissimi versi di Emily Dickinson recitano Il sempre è fatto di attimi, / non è un tempo diverso - / se non per l’infinito / o per la latitudine di casa. Come non trovare affinità tra questa idea di tempo e l'idea di spazio che trae origine dai frammenti che percepiamo come elementi necessari a comporre un intero?

 


Ogni vita converge verso un centro –
Espresso – o silenzioso –
Nella natura umana di ognuno esiste
un fine –

Appena confessato a se stesso
troppo dolce
perché la fede osi
arrischiare –

Con grande cautela adorato – come un cielo
di fragile vetro
irraggiungibile come irraggiungibile
dalla mano il manto dell’arcobaleno –

(1863)

 


Io abito la Possibilità –
Una casa più bella della prosa –
più ricca di finestre –
superbe – le sue porte –

È fatta di stanze simili a cedri –
che lo sguardo non possiede –
Come tetto infinito
ha la volta del cielo –

(1862)

 


C’è una solitudine dello spazio,
una del mare,
una della morte, ma queste
compagnia saranno
In confronto a quel più profondo punto
quell’isolamento polare di un’anima
ammessa alla presenza di se stessa –
Infinito finito

(non datata)

 



C’è una luce obliqua,
i pomeriggi d’inverno –
che opprime come il peso
di grevi melodie di cattedrali.

Ferita celeste, procura –
e sfregio non lascia,
se non lo scarto interiore
dove i significati, sono.

(1861)

 


I testi sono tratti da: Emily Dickinson, Silenzi, a cura di Barbara Lanati, Feltrinelli, Milano, 1996.


ambralaurenzi@gmail.com