|
LA MADRE
La madre llama dos veces por día y dice te amo te amo
una mujer verdaderamente excelsa,
sus huellas de amor por todas partes,
un amor sacrificio,
un amor mito.
Los hijos, puestos ahí como al azar,
no saben llegar a fin de mes
no saben decir quién vive
en la sombra de sus habitaciones.
Duermen inquietos sin saber por qué.
La almohada es un sitio grávido
pesa el mundo antes que el sueño llegue y envanezca;
el hijo menor embaraza a una mujer furibunda
que se tira a llorar por cualquier cosa,
sensible y vacía,
mirando cómo se vacía el refrigerador
cómo se va calentando el día:
no sabe vivir de otra forma.
Le desquicia el gorjeo mínimo de las palomas en el patio;
en el séptimo mes de embarazo muere por carne roja en el plato
carne sin fuego aún,
a los hijos hay que alimentarlos con la ferocidad en crudo de la bestia;
La madre tiene fruta fresca al centro de la mesa,
a los tres días pululan las hormigas y los jejenes
la fruta se contrae y exuda miel, llora miel como la embarazada:
miel de días, miel de interior, miel oscura.
Nadie quiere pasar el dedo por la fruta ahora gomosa.
El hijo mayor tiene una historia simple:
conversa sin que venga al caso de cualquier otra manera de aventarse al agua
y durar sin respirar un buen rato
sólo para ver qué se siente estar ausente de uno
morir un poquito bajo el agua
que recuerda el vientre materno, amoroso,
el útero que es nave
el día nublado
la noche misma
el suspiro que la madre lanza
y sale alguien, nuevo como una máquina,
pidiendo acaso no morir.
LA MADRE
La mamma chiama due volte al giorno e dice ti amo ti amo
una donna davvero eccezionale,
le sue impronte d’amore sparse ovunque,
un amore sacrificio,
un amore leggenda.
I figli, messi lì come a caso,
non sanno arrivare alla fine del mese
non sanno dire chi vive
all’ombra delle loro stanze.
Dormono inquieti senza sapere perché.
Il cuscino è un luogo gravido
pesa il mondo prima che arrivi il sonno e svanisca;
il figlio più giovane mette incinta una donna furiosa
che si mette a piangere per ogni sciocchezza,
vuota e sensibile,
che osserva come il frigorifero si svuota
come va riscaldandosi la giornata:
non sa vivere in un altro modo.
La infastidisce il minimo pigolio dei piccioni nel patio;
al settimo mese va matta per la carne rossa sul piatto
carne poco cotta,
i figli devono essere nutriti con la ferocia cruda della bestia;
La madre ha sempre frutta fresca al centro della tavola,
dopo tre giorni pullula di formiche e insetti
la frutta si contrae, butta miele, piange miele come la donna incinta:
miele dei giorni, miele interiore, miele scuro.
Nessuno vuole passare il dito sulla frutta ormai gommosa.
Il figlio maggiore ha una storia semplice:
parla senza venire al punto, in qualsiasi altro modo salterebbe in acqua
e prosegue senza respirare per un bel po’
solo per vedere come ci si sente a essere assenti da sé stessi
morire un istante sott’acqua
che ricorda il ventre materno, amoroso,
l’utero che è nave
il giorno nuvoloso
la notte stessa
il sospiro che la madre effonde
ed esce qualcuno, nuovo come macchina,
forse chiedendo di non morire.
HERMANO
De niños éramos dos,
mi hermano y yo.
Una casa. Terraza blanca.
Sol. Siempre, sol. A todo lo que da.
Navegábamos con luz.
Luego los padres se van o se quedan que da igual
son esa foto que no cambia.
El hermano se muda de ciudad y no lo volvemos a ver.
No sabemos
qué le gusta comer,
cómo se tensa si tiene miedo;
no tenemos de él mas que la imagen de su niñez
soleada
pero no es el mismo
pues nunca somos los mismos al crecer.
No sé quién es esa persona cuatro años menor
ni sé qué espera de la vida (si es que espera algo).
Por qué tiene miedo
por qué no busca un mejor empleo,
por qué permite que lo muelan a golpes;
no tengo la menor idea de a dónde pertenece.
Dejamos de vivir juntos.
No tengo la menor idea.
FRATELLO
Da bambini eravamo due,
mio fratello ed io.
Una casa. Terrazza bianca.
Sole. Sempre, sole. A tutto volume.
Navigavamo con la luce.
Poi i genitori se ne vanno o rimangono, che è la stessa cosa,
ma restano quella foto che non muta.
Il fratello cambia città e lo rivedremo mai più.
Non sappiamo
cosa gli piace mangiare,
come si irrigidisce quando ha paura;
di lui non abbiamo che l’immagine della sua infanzia
soleggiata
ma non è la stessa cosa
perché da adulti non siamo mai gli stessi.
Non so chi sia quella persona quattro anni più giovane di me
non so cosa si aspetta dalla vita (se si aspetta qualcosa).
Perché ha paura
perché non è alla ricerca di un lavoro migliore,
perché si lascia picchiare a sangue;
non ho la più pallida idea del suo ambiente.
Abbiamo smesso di vivere assieme.
Non ho la mínima idea.
VIAJES
Mi abuela no entendía los viajes
¿Qué se te perdió allá? preguntaba.
No salía del patio de su casa
viajes de la cocina a la sala
del baño a la recámara
a veces uno de sus hijos la subía a un auto y
llegaba al mar, confundida
se quedaba quieta, esperando el aviso de la comida
el mar eterno, de un solo tono: ella veía hasta cansarse.
A la sombra de la casa, bajo las tejas de barro
o los mangos del patio, siempre abajo de algo ella
o el cielo y el sol a plomo, entonces levantaba el brazo y lo cruzaba a modo de
sombrilla:
sabía protegerse
finalmente
se inclinaba sobre la mecedora, pensando en algo
dormitaba.
No leyó un solo libro en su vida. No hizo falta.
No tenía necesidad de ir a otra parte, imaginar otras cosas,
otras personas, otros hábitos.
Lo que ella era fue suficiente.
El café y el pan que sabía de otra manera a las cinco
y la novela era igual, con las mismas chicas tontas enamoradas del mal hombre
o separadas de su madre;
la bondad era un premio. Luego se dormía plácida sin saber qué más hay,
si las playas del mundo se parecían entre sí
si el mundo era viejo o nuevo, si había pasado tal cosa en algún sitio,
y dormía bien, de corrido,
sin precipitarse a ninguna parte.
VIAGGI
Mia nonna non capiva i viaggi
Cosa hai perso da quelle parti? chiedeva.
Non usciva dal patio della casa
viaggi dalla cucina alla sala
dal bagno alla camera da letto
a volte uno dei suoi figli la portava in macchina e
raggiungeva il mare, confusa
stava lì immobile, aspettando l’annuncio del pranzo
il mare eterno, di un unico tono: lei lo guardava fino a stancarsi.
All’ombra della casa, sotto le tegole di fango
o il mango del patioe, sempre sotto qualcosa lei
o il cielo e il sole a piombo, allora sollevava il braccio e lo piegava
come un ombrello:
sapeva proteggersi
insomma
si chinava sulla sedia a dondolo, pensando a qualcosa
sonnecchiava.
Non ha letto un solo libro nella sua vita. Non era necessario.
Non avevo bisogno di andare altrove, immaginare altre cose,
altre persone, altre abitudini.
Ciò che era le bastava.
Il caffè e il pane che alle cinque aveva un altro sapore
e il romanzo era uguale, con le stesse ragazze sciocche innamorate di un prepotente
o separate dalla loro madre;
la bontà era un premio. Poi calma dormiva senza sapere cos’altro c’è,
se le spiagge del mondo sembravano simili tra loro
se il mondo era vecchio o nuovo, se era accaduto qualcosa da qualche parte,
e dormiva bene, tutto d’un fiato,
senza precipitarsi in nessun luogo.
FAMILIA
El grito de mi madre cuando perdimos la casa
el dedo de mi madre sobre su boca
cuando nos metía al baño
mientras en la calle los acreedores gritaban su nombre
El gesto de mi madre levantando
el equipo de sonido
dejándolo caer desde su corta pero fuerte estatura
mientras mi padre veía
sin hacer nada
Las palabras de mi madre
cuando perdimos la casa
las palabras de mi padre
cuando se apropió la casa
El vestido de mi madre en el juzgado
negociando quién se quedaba con el hijo menor
el chantaje de mi madre
el dinero de mi padre
el llanto de mi hermano
Todo eso permanece
en alguna parte
aun si crecemos y olvidamos
aún permanece
el grito, el gesto, el vestido, el llanto,
la casa, los acreedores, el aparato de sonido,
el hijo menor,
la familia que era
FAMIGLIA
Il grido di mia madre quando perdemmo la casa
Il dito di mia madre sulla sua bocca
quando ci rinchiudeva in bagno
mentre per strada i creditori urlavano il suo nome
Il gesto di mia madre che solleva
l’apparecchio acustico
lasciandolo cadere dalla sua minuta ma forte statura
mentre mio padre vedeva
senza dire nulla
Le parole di mia madre
quando perdemmo la casa
le parole di mio padre
quando si appropriò della casa
Il vestito di mia madre in tribunale
patteggiando su chi spettasse il figlio minore
il ricatto di mia madre
i soldi di mio padre
il pianto di mio fratello
Tutto questo resta
da qualche parte
anche se cresciamo e dimentichiamo
ancora persiste
il grido, il gesto, l’abito, il pianto,
la casa, i creditori, l’apparecchio acustico,
il figlio minore,
la famiglia di un tempo
|