FILI D'AQUILONE
rivista d'immagini, idee e Poesia

Numero 71
novembre 2025

Famiglie

 

ANAHÍ MALLOL, PIETRE

di Alessio Brandolini



La mia casa è piena di pietre raccolte camminando, al mare e – soprattutto – in montagna e ognuna ha la sua storia, un ricordo sulle spalle, un percorso da raccontare, la sua bellezza. Siamo in molti a farlo o ad averlo fatto e qualcosa vorrà dire. Un robusto legame unisce l’uomo alla pietra che nella preistoria-protostoria gli permise di realizzare utensili e armi per difendersi, per procurarsi del cibo e poi di far scoccare le scintille necessarie ad accendere un’esca e avere il fuoco. L’età della pietra copre uno smisurato arco temporale, nel quale gli esseri umani dovettero adattarsi a imponenti mutamenti climatici.

Anche Johann Wolfgang Goethe raccoglieva sassi durante le sue esplorazioni ma lui era un esperto ed è sorprendente leggere nel suo Viaggio in Italia (1816) che era fortemente attratto, durante il Grand Tour di oltre venti anni prima, non solo dalle bellezze architettoniche, pittoriche, archeologiche della nostra penisola ma anche dalle pietre che non conosceva e quindi studiava e poi catalogava. Uno scienziato, oltre che un grande letterato e poeta, che sviluppò una visione della natura come organismo unitario vivente e in suo onore un minerale ora porta il suo nome (la goethite).

“Devi essere come una pietra”, così inizia Pietre di Anahí Mallol, pubblicato in Argentina nel 2018, libro tanto compatto da poter essere considerato un unico, largo poema diviso in più parti. Essere di pietra, ovvero: farsi insensibili? Medusa aveva il potere di pietrificare chiunque avesse incrociato il suo sguardo ma qui “essere di pietra” non vuol dire morire ma, al contrario, riuscire a restare in vita, a non lasciarsi trascinare dagli accadimenti frustranti e stordenti della nostra esistenza o da un amore finito male.

Molte le frasi popolari, i detti, i proverbi che hanno a che fare con la pietra: avere il cuore duro come una pietra, butta la pietra e nasconde la mano, essere una pietra di inciampo, a goccia a goccia si scava la pietra, la pietra angolare e quella tombale, quella che il suicida si appende al collo per sprofondare nel mare ma anche la prima pietra messa a terra, come fondamenta sulla quale innalzare, un po’ alla volta, una casa e la famosa frase del Vangelo che dice “Tu sei Pietro e su questa pietra costruirò la mia Chiesa”.

Vengono allora alla luce questioni fondamentali: il senso della permanenza, la durata di una vita, la sua fragilità e resistenza. Argomenti che generano domande e immagini che, come pietre piatte lanciate nel cielo, rimbalzano a lungo nello spazio. Interrogativi alla quale l’autrice di questo bellissimo libro prova a dare risposte e lo fa intercettando nei suoi versi l’assenza di una opinione conclusiva, il dubbio che fa vacillare sì ma fa vedere più a fondo le cose, la contraddizione dei nostri pensieri, il vuoto che si scontra (o incontra) con la concretezza, la materialità di una pietra sempre docile e stabile, almeno apparentemente.

Ne nasce anche un dialogo con sé stessa, con una guida che potrebbe essere un padre defunto ma vivo e presente nella memoria, nei sogni. Un colloquio, in una lingua piana, prosastica e flessuosa, con il mondo che ci attornia, anche quello inanimato. Le pietre sono lì, appaiono sempre stabili e mansuete e resistono al caldo, al freddo. Non si fanno domande, non si aspettano nulla. Le pietre non hanno vita, è vero; eppure, si spostano e nel tempo si modificano perché nulla è stabile nell’universo, tutto cambia, tutto si evolve, anche la mite pietra, persino il vuoto è un fermento di attività, zeppo di incessanti fluttuazioni di particelle che vanno e vengono: “Ogni cosa, per quanto dura la vedi / è un insieme di minime particelle / in costante movimento”.




POESIE DI ANAHÍ MALLOL
da Piedras
2018, Ediciones PreBanda, Argentina


PIEDRA

hay que ser como una piedra– me dijiste
y lo tomo porque creo
que sos una persona inteligente–
pero así y todo tengo
más preguntas que respuestas
porque ser
cómo
cuál
piedra?
una piedra completamente cerrada sobre sí
compacta, durísima, casi impermeable?
una piedra rugosa que permita
la adherencia de tierra saliva semillitas ínfimas
otras sustancias?
o una piedra completamente lisa y huidiza
una piedra con piel de seda
bella inasible dotada
de un movimiento y una vida propios
desde el primer empuje?
o una de esa piedras que tienen
un agua clara dentro
y se rompen y dejan
al desnudo su corazón y muestran
entonces que no eran de piedra entera sino de agua
que fluye y modifica y se deja ser
se deja estar
en ese irse de las aguas hacia no se sabe dónde?
una piedra, dijiste–
y una piedra quiero ser.
pero, qué piedra, querés
vos
que yo sea?


PIETRA

devi essere come una pietra – mi dicesti
e lo accetto perché credo
che tu sia una persona intelligente –
ma nonostante questo ho
più domande che risposte
perché essere
come
quale
pietra?
una pietra del tutto chiusa in sé stessa
compatta, durissima, quasi impermeabile?
una pietra ruvida che permette
l’aderenza a terra saliva piccole e infime
altre sostanze?
o una pietra del tutto liscia e levigata
una pietra con pelle di seta
bella imprendibile dotata
di movimento e vita propri
fin dalla prima spinta?
o una di quelle pietre che hanno
all’interno dell’acqua chiara
e si spaccano e lasciano
spogliare il loro cuore e mostrano
allora che non erano interamente di pietra ma d’acqua
che scorre e si modifica e si lascia essere
si lascia stare
in quella fuoriuscita d’acqua verso non si sa dove?
una pietra, dicesti –
e una pietra voglio essere.
però, che pietra desideri
tu
che io sia?


LA RESISTENCIA

y además está esa otra
cuestión que tiene que ver
con la dureza
y la resistencia de los materiales
hay cosas que sorprenden
como cuando te enterás
de que lo sólido en tanto tal
no existe o al menos
no es lo que creés
porque cada cosa
por más dura que la veas
un conjunto de mínimas partículas
en movimiento constante
cada una como un planeta en miniatura
que orbita y no se queda quieta y entonces te da por preguntarte
qué tan estable
esta silla en que me siento
este suelo en que me apoyo
esta piedra?


LA RESISTENZA

e inoltre c’è quest’altra
questione che ha a che fare
con la durezza
e la resistenza dei materiali
ci sono cose sorprendenti
come quando scopri
che il solido in quanto tale
non esiste o quantomeno
non è ciò che si crede
perché ogni cosa
per quanto dura la vedi
è un insieme di minime particelle
in costante movimento
ciascuna come un pianeta in miniatura
che orbita e mai si ferma e allora ti viene da chiederti
quanto sia stabile
questa sedia sulla quale mi siedo
questo terreno su cui mi appoggio
questa pietra?


EL ORIGEN

igual me hubiera gustado
desde el inicio
ser una piedra dura
ser una piedra grande
una piedra que pudiera cruzarse en el camino
detener a un auto que pasa
a una persona que pasea
a un perro
no para que se diga de mí
que soy una piedra en el camino
como quien dice una molestia
una cosa fastidiosa
con mala intención
y tal vez evitable
sino como algo presente
algo que debe ser tenido en consideración
que invita a ser creativo
a inventar modos de rodeo
circunvalaciones saltos
desplazamientos alternativos
ideas de superación cosas nuevas
decime
si yo hubiera sido
una piedra en el camino
te hubieras detenido?
me hubieras mirado?


L’ORIGINE

come mi sarebbe piaciuto
fin dall’inizio
essere una pietra dura
essere una grande pietra
una pietra che si potrebbe incrociare per strada
bloccare un’auto di passaggio
una persona a passeggio
un cane
non perché si dica di me
che sono una pietra lungo il cammino
come per dire un intralcio
una cosa fastidiosa
con cattive intenzioni
e forse evitabile
ma come qualcosa di presente
qualcosa che va preso in considerazione
che invita a essere creativi
a inventare frasi di circostanza
diversioni salti
spostamenti alternativi
idee di superamento cose nuove
dimmi
se io fossi stata
una pietra sulla tua strada
ti saresti fermato?
mi avresti guardata?


LA DENSIDAD

alguna vez leí en una de esas
revistas que compraba y hablaban del mundo
en que vivimos
que la arena son residuos
de piedras caracoles corales
antiquísimos
gastados cortados atomizados pulidos
por siglos de vientos aires mareas idas y venidas
pero entonces cuando hay un desierto
de arena
hay un mar de piedras?
de piedras diminutas que se chocan se rozan se apoyan
unas en otras sin un fin visible
piedras que son la medida de los tiempos
innumerables infinitos?
y cada una tiene
su propio pequeño corazón?


LA DENSITÀ

ho letto in una di quelle
riviste che compravo e parlavano del mondo
nel quale viviamo
che la sabbia è fatta di residui
di pietre chiocciole coralli
antichissimi
consumati frantumati atomizzati puliti
da secoli di venti arie maree avanti e indietro
ma allora quando abbiamo un deserto
di sabbia
abbiamo un mare di pietre?
di minuscole pietre che si scontrano si sfiorano si appoggiano
l’una sull’altra senza un fine avvertibile
pietre che sono la misura dei tempi
innumerevoli infiniti?
e ognuna di esse ha
il suo piccolo cuore?


LA PERMANENCIA

de todos modos sí
a veces quisiera ser una piedra
esas tardes de júbilo pagano
con un marcado sentimiento de satisfacción
cuando el aire es ligero y los cuerpos
se dejan estar se dejan ir
y libres de peligro reposan
en la certeza de la estación como si ésta
no fuera a acabarse nunca no
se pudiera decir ahora
te toca a vos sos la próxima
que tendrá que irse y tu carne
se sabe cada vez más lejos de los árboles
de la exuberancia de las hojas y sus brillos
en el sol entonces
ser una piedra para no irse
nunca
de ahí o al menos
no ser la flor o el animal
que piensa mañana ya no voy a estar
sino el que se dice
fue un verano precioso
precioso
y nada más.


LA PERMANENZA

in ogni caso, sì
a volte vorrei essere una pietra
in quelle sere di giubilo pagano
con una marcata percezione di soddisfazione
quando l’aria si fa leggera e i corpi
si lasciano essere si lasciano andare
e riposano liberi dal pericolo
nella certezza della sosta come se questa
non dovesse mai finire
si potrebbe dire ora
tocca a te la prossima volta
che dovrà andarsene e la tua carne
si sa sempre più lontana dagli alberi
dall’esuberanza delle foglie e i suoi splendori
nel sole allora
essere una pietra per non andarsene
mai
da lì o almeno
non essere il fiore o l’animale
che pensa domani già non ci sarò più
ma quello che si dice
è stata una bella estate
preziosa
e null’altro.


LA GRAVEDAD

además entre otras cosas lo que la piedra
sabe mejor que ninguna otra cosa
es mostrarse dócil
a las leyes de la naturaleza
no sólo cuando se deja erosionar lentamente
amigablemente
por el agua
ni cuando responde con frío al frío y con calor al calor
cuando brilla de un modo resplandeciente con el sol
y se afantasma bajo la luz de la luna
la piedra sabe
por sobre todas las cosas
caer
ser el corazón de la piedra que
mudo e insensible
se abandona a la gravedad de la materia
esa sabiduría serena
ese plan resignado
ese modo de dejarse ser sin estridencias
es un anhelo
profundo como el anhelo
de burlar toda esa docilidad un día
y salir volando con las alas
de una paloma mensajera
que no dijera nada y solo fuera
su imagen su mensaje
el presente, el vuelo.


LA GRAVITÀ

inoltre, tra le altre cose, ciò che la pietra
sa meglio di ogni altra cosa
è mostrarsi docile
alle leggi della natura
non solo quando si lascia erodere lentamente
pacificamente
dall’acqua
né quando risponde col freddo al freddo, al calore con il calore
quando al sole risplende in modo sfolgorante
e si trasforma in fantasma sotto la luce della luna
la pietra sa
al di sopra di ogni cosa
cadere
essere il cuore della pietra che
muto e insensibile
si abbandona alla gravità della materia
quella serena saggezza
quel livello rassegnato
quel modo di lasciarsi essere senza stridori
è un anelito
profondo come il desiderio
di sfuggire un giorno a tutta quella docilità
e spiccare il volo con le ali
di un piccione viaggiatore
che non dicesse nulla e fosse soltanto
la sua immagine il suo messaggio
il presente, il volo.


LA EVOLUCIÓN

pero un corazón de piedra
por más que digan
no debe ser una cosa tan mala
por lo menos no sería tan voluble
y cuando dijera que te quiere te querría
para siempre o más o menos
sin saltar de uno a otro
ni cambiar de parecer
con las estaciones el viento
o la morralla
un corazón de piedra no sería cosa de
hoy te quiero
mañana no
hoy te quiero mucho
hoy poquito
mañana nada
como una margarita cualquiera
en medio de un baldío.


L’EVOLUZIONE

ma un cuore di pietra
per quanto se ne possa dire
non deve essere una cosa tanto brutta
almeno non sarebbe così volubile
e quando dicesse che ti ama ti amerebbe
per sempre o più o meno
senza saltare da uno all’altro
né cambiare opinione
con le stagioni il vento
o i rimasugli
un cuore di pietra non sarebbe cosa di
oggi ti amo
domani no
oggi ti amo tanto
oggi di meno
domani per niente
come una qualsiasi margherita
in mezzo a un campo incolto.


EL COLOR

cuando era muy joven y creía
en el prestigio de lo que parece
hecho para durar un hombre joven
me regaló unos aros de piedra
era una piedra rosada con vetas en blanco
a mí me pareció un regalo hermoso
era una piedra nacional que conjuraba
la palabra nuestro
creo que me emocioné un poco incluso
con ese regalo
pero después leí libros sobre piedras y supe
que esa piedra es buena cuando roza casi el rojo
que las versiones rosadas y veteadas
son la punta de la piedra lo mezclado
lo impuro lo barato
si hubiera podido entonces
consultar un tratado de mineralogía
¿hubiera sabido acaso
lo que vendría después?
¿hubiera podido pararlo?


IL COLORE

quando ero molto giovane e credevo
nel prestigio di ciò che appare
fatto per durare un giovane uomo
mi regalò degli orecchini di pietra
era una pietra rosa con venature bianche
e mi sembrò un regalo stupendo
era una pietra nazionale che evocava
la parola nostro
credo di essermi persino un po’ emozionata
per quel regalo
ma poi ho letto libri sulle pietre e venni a sapere
che quella pietra vale quando sfiora quasi il rosso
che le versioni rosa e venate
sono la punta della pietra il mescolato
l’impuro il poco costoso
se avessi potuto allora
consultare un trattato di mineralogia
avrei forse saputo
cosa dopo sarebbe avvenuto?
avrei potuto impedirlo?


LA OXIDACIÓN

además las piedras tienen eso
que para alguien que ha dado tiempo
de su vida a la lectura y a la escritura
constituye el colmo de un ser de piedra
esa rotundidad en la existencia
esa certeza de ser sin preguntas
de desentenderse de los para qué y para quién
y por qué y adónde
la piedra está ahí
resiste el frío y el calor
brilla más si hay agua o siquiera bruma
que la humedezca y desarme en prisma la luz que
la hace ser
recibe sin quejarse los detritos
aéreos o terrestres o incluso marinos
acomoda sus bordes al sol aún
en el relumbrar del mediodía
tiembla y se deshace en un estallido
una cintilación como de estrella
pero nada de eso importa la piedra
sigue ahí
al borde de mis manos y a la vez
tan ella misma
porque ella
la piedra
no sabe nada de las palabras
no pueden tocarla
y es
la piedra misma.


L’OSSIDAZIONE

inoltre le pietre hanno quello
che per qualcuno che abbia regalato del tempo
della propria vita alla lettura e alla scrittura
costituisce il massimo di un essere di pietra
quella sfericità nell’esistenza
quella certezza di essere senza domande
di disinteressarsi dei per cosa e dei per chi
e perché e dove
la pietra sta lì
resiste al freddo e al caldo
brilla di più se c’è acqua o persino bruma
che l’inumidisca e disarmi in prisma la luce che
la fa essere
riceve senza lamentarsi i detriti
aerei o terrestri o anche marini
aggiusta i suoi bordi al sole anche
nel bagliore del mezzogiorno
trema e si sgretola in una esplosione
una scintilla come di stella
ma niente di questo interessa alla pietra
è ancora lì
sull’orlo delle mie mani e allo stesso tempo
così sé stessa
perché essa
la pietra
non sa nulla delle parole
non possono toccarla
ed è
la pietra stessa.


LA POROSIDAD

a veces se habla de la piedra
como algo duro permanente inamovible
la roca que nos conserva estables
desde el comienzo de la tierra y nos atrae
con la fuerza implacable y dulce de la gravedad
que nos hace estar unidos caminar dormir
la piedra como piso en que asentarse
y aún afirmarse confiadamente para poder lanzarse a la aventura
primera roca o piedra enterrada
sobre la que se construye una casa
un lugar donde vivir
creí que vos eras
la roca basal de mi existencia
que ibas a estar ahí para siempre
que podía ir y venir y otra vez
pararme firmemente sobre mis piernas
el cuerpo entero la cabeza erguida o inclinada
en la seguridad de tus abrazos
pero hoy leí en el diario
noticias que no esperaba
supe que el piso se había abierto bajo los pies
que el cielo se había derrumbado
que es posible ser arrojado de repente a un espacio
sin gravedad sin sonido sin color
que no hay piedra basal piedra de toque
que ya no hay la dura piedra del sentimiento
que contenga o marque los límites del cuerpo
ni centro a donde ir ni casa
que camino cada día
sobre esto que cambia se levanta con el viento se deshace
agua que corre borrasca de tormenta arena movediza.
acá resisto.


LA POROSITÀ

a volte si parla della pietra
come qualcosa di duro permanente inamovibile
la roccia che ci mantiene stabili
dall’inizio della terra e ci attrae
con l’implacabile e dolce forza della gravità
ci fa stare insieme camminare dormire
la pietra come pavimento sul quale sedersi
e ancora affermarsi con fiducia per lanciarsi all’avventura
prima roccia o pietra interrata
sulla quale si costruisce una casa
un luogo dove vivere
ho creduto che tu fossi
la roccia della mia esistenza
che saresti stato lì per sempre
che potevo andare e venire e ancora
fermarmi saldamente sulle mie gambe
l’intero corpo la testa eretta o inclinata
nella sicurezza dei tuoi abbracci
ma oggi ho letto sul giornale
notizie che non mi aspettavo
ho saputo che il pavimento si era aperto sotto i piedi
e il cielo sprofondato
che è possibile essere buttati all’improvviso in uno spazio
senza gravità senza suono senza colore
che non c’è pietra angolare né pietra di paragone
che non c’è più la dura pietra del sentimento
che contenga o segni i confini del corpo
nessun centro dove andare né casa
che ogni giorno cammino
su quello che si trasforma si innalza con il vento si disfa
acqua che scorre turbinosa di burrasca sabbie mobili.
qui resisto.


Traduzione dallo spagnolo di Alessio Brandolini




Anahí Mallol
è nata a La Plata (Argentina) nel 1968. Ha pubblicato i libri di poesia: Postdata (1998), Polaroid (2001, ripubblicato nel 2022), Oleo sobre lienzo (2004), Zoo (2009), Querida Alicia (2011), Como un iceberg (2013), Una ciudad (2016), Diario de la cárcel (2020), Historias de amor no (2021), Tanto hielo cobijó este fuego (2022, con lo pseudonimo di Diotima), El Paraíso (2024).
Ha ricevuto premi letterari nazionali e suoi testi poetici sono stati inseriti in diverse antologie, sia in Argentina che all’estero.
Ha pubblicato libri di saggistica e collabora a varie riviste letterarie.

(Foto di Mariano Cocozzella)


alexbrando@libero.it