FILI D'AQUILONE
rivista d'immagini, idee e Poesia

Numero 59
novembre 2021

Rovine

 

RADERE AL SUOLO

testo e collage di Viviane Ciampi





L’aereo lassù rilascia il suo lamento acuto.

Soltanto al di sotto saggezza di gente muta

incredula

sbalordita

– piante emananti l’oblio –

colonna di fuoco in testa.

Che cosa resta al pensiero

se non l’angoscia e una caduta

di mattoni

e altri mattoni e altro cemento

che erano il castello

e

una torre

e dentro la torre

lo spirito

che parla senza badare

a brandelli di carne.

Le membra.

Chi si diverte a soppesarle?

Daranno filo da torcere a ricomporle.

Conoscevano il modo di stare al mondo.

Piegare le lenzuola della perplessità.

Le membra di un mondo ridotto a.

Toccami. Non temere. Toccami

sono

sarò d’ora in poi

dolcezza languida leggibile

tra le macerie.

I corpi sanno

– intervalli contati –

come

si abbandona il mondo.

Oh sì.

 

 

 

Avevano imparato a far nascere il mondo.

Conoscevano il segreto

del furtarello al mercato

della carezza alla sorella morente

del rattoppare gli strappi

dell’abito di domani in base alla stagione

ah questo e poi quello

ah orgasmo

dell’amore e dei colori.

Le parole prendevano forza evidente

nella bellezza del dubbio.

Il dubbio era il vento più accattivante.

Nessuno lo avrebbe fermato. Eppure.

Si respirava il polmone

di ciò che è vivo.

Si raccoglievano lacrime

ferme sulle guance

nella brina del mattino.

Ma questo era il succedere di un tempo.

Gli aerei punteggiavano il cielo

come moscerini sugli stagni

e fu il regno dei buchi di memoria.



E fu il regno del delirium tremens in ogni cellula

e dei cristalli Lalique nelle tempie

e delle parole danzanti nel troppo azzurro

come danzano i mattoni della poesia

e annullano le distanze

come danzano gli infissi dell’inquietudine

nelle case che non lo sanno

e fu il regno

del tutto scolpito qui

del niente niente niente

scolpito qui

tranne quello che noi non sappiamo

tranne il dormiveglia di te

che cercavi l’uscita segreta

della tua pigrizia

ed entrai nel tuo vortice

in un lampo brevissimo

e fu il regno

del giro girotondo casca il mondo

e il mondo eccolo.

Caduto secondo le previsioni.

Lo spostamento d’aria

sposta solo l’orizzonte.

C’è qualcuno?

Nessuno.

Nulla si trattiene

nulla è trattenuto.

La morte è un fatto preciso

statistico

avvenuto

non solo fabbricato

nei sogni peggiori.

Avanti si metta a suo agio – Madame la mort –

non solo nei versi

la sua casa è qui

porti avanti la sua routine

di magnifica distruzione.

C’è nessuno?

C’è nessuno?

Qualcuno ha tramato la nostra rovina

ma non abiteremo sempre queste macerie.

Bisognerebbe poter dormire.




vivianeciampi.poetry@gmail.com