FILI D'AQUILONE
rivista d'immagini, idee e Poesia

Numero 38
aprile/giugno 2015

Silenzio

 

NEL SILENZIO DELLO SPAZIO
La poesia esce dal libro (2)

di Viviane Ciampi
Videofoto di Lino Cannizzaro



Per continuare il discorso sui vari modi di intendere la poesia, dalle forme performative, sonore, poesia-teatro, letture concerto, noise-poetry, ecco una seconda proposta di poesia performance orale in cui ho immaginato – nel grande silenzio dello spazio – un dialogo a distanza tra un abitante della terra e un alieno.



Voce off metallica

Voce off sussurrata

Voci in diretta


* * *


Marte: 6.791 km di diametro
la Terra: 12.755 km di diametro
Yellowknife Bay era il nome di un fiume.
Un fiume che andava a un lago
un dolce lago d'acqua tiepida a Yellowknife Bay
quattro miliardi di anni fa.


Il colore è uno stato dello zolfo che è il principio della luce


Da qui ti parlo, dall'orlo del tempo.
Io abitante del pianeta rosso, brillo nell'ombra della notte rossa
ma non sono infrequentabile
e così vicino che a volte,
quando la Terra si dilata
ti sento respirare.


La luna ha di Mercurio la liquidità e lo splendore, di Giove il candore, di Marte durezza e timbro, di Venere coagulazione e malleabilità, di Saturno omogeneità e peso, del sole purezza e fuoco


Yellowknife Bay era il nome di un fiume,
quattro miliardi di anni fa.

Hai misurato i raggi cosmici che trapassano il mio pianeta
hai sparato un laser per capire la composizione chimica delle rocce
ne hai studiato i campioni raccolti
una tua lente fornisce visioni di organismi della dimensione dei microbi
un innovativo rover invierai
e una sonda senza ritorno resterà in orbita a spiare.


Che cos'è la verità?
Ciò che si può far affermare da almeno tre testimoni?
Vi è uno spirito penetrativo che basta cogliere.
Altra genesi: all'inizio fu l'immolazione del suono da parte del silenzio.


Io so quante volte ti perdevi nella notte
tra la materia e il nulla
per poi entrare nella casa della notte.
Non ho paura degli occhi tuoi opachi
non ho paura d'incontrarti
ti lascerò le mie orme
ma tu le riconoscerai?
Tu che insieme a me vivi in tempi non vivibili.

Da qui ti parlo, dall'orlo del tempo.
Io abitante del pianeta rosso brillo nell'ombra della notte rossa
ma non sono infrequentabile
e così vicino che a volte
se la terra si dilata...
ti sento respirare.


Non sono né dentro né fuori.
Non tirare sull'elastico della solitudine.
Sono l'altra metà del pensiero...
Fredda, porosa, magnetica matrice, la Terra attrae e ingolfa gli influssi celesti.
Il focoso Marte è il ferro caldo e secco che nasce quando un Mercurio impuro sia ben mescolato a zolfo bianco, corrotto, bruciante in terre fetide.


Tutto è ignoto qui
che cosa rispondere a tanto silenzio?
Fratello, come da te
il poco che sappiamo non ci serve.

Yellowknife Bay era il nome di un fiume
quattro miliardi di anni fa.

Allora dimmi di te
della poesia che mormora tra i grandi cedri
delle coppie che s'accoppiano
del ridere del giocare
dei turpi desideri
di quei baci al chiar di luna
ora ora è proprio l'ora.


Da qui ti parlo,
dall'orlo del tempo
tutto è ignoto
il poco che sappiamo non ci serve
il poco che sappiamo non ci serve.
Je parle une autre langue que la tienne
je parle une autre langue que la tienne


dimmi di te, di te
e dell'altro dentro te
oh... dell'altro
a cui occorre lungo tempo
e grande, grande spazio.
L'altro così identico a me.



viviane.c@alice.it
lino.cannizzaro.gmail.com