FILI D'AQUILONE
rivista d'immagini, idee e Poesia

Numero 29
gennaio/marzo 2013

Velocità

 

SUSHI BAR

di Massimiliano Lanzidei



I

Una moto romba lungo paesaggi immobili.
È una terra strana: le montagne si trasformano brevemente in pianura prima di arrivare al mare.
Il tempo è dilatato.
Il sole è già alto.
La moto si ferma.
Sergio scende.
Toglie il casco.
Scuote la testa a ravvivare i capelli, lunghi e mossi.
Infila gli occhiali da sole e cammina verso il molo del porto.


II

Daniela è seduta davanti a un tavolino di plastica verde sotto una veranda.
La scritta sull’insegna del locale recita Da Antonio l’ostricaro.
«Signorì», chiede Antonio mentre le serve un vassoio stracolmo di molluschi, «oggi le amiche l’hanno rimasta sola?».
«Sono rientrate tutte al lavoro», risponde Daniela verso le spalle di Antonio, che già sta rientrando nel locale, «ci vorrà il fine settimana per rivedere qualcuno».
Antonio è enorme, talmente grasso che a malapena passa dalla porta.
Daniela scalza l’ostrica dalla conchiglia con la forchettina di plastica.


III

Sergio si barcamena lungo la banchina tra cordami e reti da pesca.
Stanno scaricando da una barca appena rientrata.
Allunga una mano su una cassetta brulicante di scampi. Le zampette gli solleticano il palmo: ne afferra uno.
Stacca la testa dal resto del corpo e ne succhia l’interno. Mangia il resto senza sgusciarlo.
Dalla barca il pescatore più anziano fa un cenno d’intesa.
«Sapore di vita, zio Mario!», urla Sergio dalla banchina.
Il gusto del mare gli riempie il palato.


IV

“Il sapore del mare” pensa Daniela e riapre gli occhi. Antonio le ha portato un quartino di prosecco e un flute di plastica trasparente.
Daniela posa l’ostrica ormai vuota e brinda verso Antonio, ancora una volta verso le spalle di Antonio.
«Alla salute, signorì», risponde l’uomo senza girarsi.
Daniela sorride e guarda fuori.


V

Sergio toglie gli occhiali e rimette il casco.
Inforca la moto e parte.
Ora sa dove andare.
Sfreccia sul litorale.
Il locale di Antonio è vicino.


VI

Daniela sorride ancora.
Sergio scende dalla moto.
Si infila sotto la veranda chinando il capo.
Daniela solleva il calice.
Sorride.
Sergio si volta a guardarla attraverso la visiera del casco.
Entra nel locale.
Daniela brinda alle spalle dello sconosciuto.
Posa il bicchiere e prende il limone.
Nel locale Sergio chiama Antonio.
Antonio alza lo sguardo dalla cassa.
Sergio sfila la pistola dal giubbotto da motociclista e spara.
Una.
Due.
Tre volte.
Si gira: esce.
Daniela rimane immobile, col limone in mano.
La moto romba via dal paese.


massimiliano@lanzidei.it