FILI D'AQUILONE
rivista d'immagini, idee e Poesia

Numero 29
gennaio/marzo 2013

Velocità

 

INTERNO CON POETA
Sulla poesia di Juana Bignozzi

di Stefano Bernardinelli



Interior con poeta (“Interno con poeta”) è il titolo di una delle raccolte più importanti di Juana Bignozzi. E tante volte nelle sue poesie Juana sembra parlarci di sé, della sua vita, delle sue emozioni, delle sue convinzioni, del suo destino. Un personaggio facilmente identificabile con la poetessa occupa il proscenio lungo tutto l’arco della sua opera. Eppure l’autrice in un’intervista ci mette in guardia: le sue “confessioni” hanno poco o nulla di biografico, piuttosto la sua poesia si appropria di numerose vite per offrirci il ritratto di una generazione. Ma proprio per incardinare la sua esperienza individuale all’interno di quella generazione, e per rendere più comprensibile la lettura dei testi che qui presentiamo, converrà accennare ad alcuni aspetti della sua biografia.

Juana ha rievocato spesso, con rapidi tocchi allusivi nelle poesie e più diffusamente e con maggiori dettagli nelle interviste, la sua infanzia e l’adolescenza vissute nel quartiere popolare di Saavedra, alla periferia di Buenos Aires: una famiglia operaia, la sua, con una precisa identità politica di sinistra e con valori (come l’amore per la cultura, o una concezione della donna decisamente progressista per i tempi) che resteranno impressi per sempre nella coscienza della poetessa. Compiuta la sua formazione negli anni che vedono la nascita e l’ascesa del primo peronismo, Juana inizia molto giovane a militare nel partito comunista, e partecipa alla vita letteraria della capitale come membro del gruppo “El pan duro”, che propugna una poesia militante, dove conosce tra gli altri Juan Gelman, Héctor Negro, Juan Carlos Portantiero. È l’unica donna presente nel gruppo. Nel 1960 pubblica la sua prima raccolta di poesie, Los límites, seguita da Tierra de nadie (1962) e da Mujer de cierto orden (1967); è già evidente in queste prime prove il lavorìo sulla lingua, l’ampliarsi degli orizzonti culturali di riferimento, la distanza da una poesia (praticata da molti in quegli anni) che sia mero veicolo di contenuti politico-sociali.

Come per altri suoi compagni di “El pan duro”, anche per Juana all’inizio degli anni ’60 si produce un allontanamento dal partito comunista. S’iscrive all’Università, ma non termina gli studi. Lavora, per periodi più o meno lunghi, come giornalista, assistente sociale, contabile. Nel 1970 sposa Hugo Mariani, e nel 1974 la coppia lascia l’Argentina per l’Europa. Vivranno a Barcellona per un trentennio. Non si tratta di un esilio imposto, bensì di un allontanamento volontario (ma quanto doloroso!) dettato soprattutto da ragioni ideologiche, alle quali ben presto si sommano quelle economiche, impedendo il rimpatrio. Juana si mantiene con quello che sarà il suo lavoro per tutta una vita: la traduttrice. E tradurre diverrà la metafora di una condizione esistenziale, quella dell’esule: «tradurre da un lato dell’oceano all’altro/dai poeti giovani ai poeti della sua generazione/dalle sue vecchie amiche alle sue nuove amiche/tradusse qui la sua vita che deve ritradurre nel suo Paese» (da Interior con poeta I). Sono anche anni di viaggi per l’Europa e di studio appassionato della grande poesia europea. Tra i nomi degli autori più amati, che ritroviamo anche in epigrafi e dediche, alcuni italiani: Montale, Caproni, Bertolucci, Pavese. La raccolta Regreso a la patria appare nel 1989; dal 1990 Juana ritorna ogni anno in Argentina, per stabilirsi definitivamente a Buenos Aires soltanto nel 2004. Nel 1993 esce Interior con poeta, e nel 1997 Partida de las grandes líneas. La pubblicazione di questi libri, e di un dossier del prestigioso Diario de poesía dedicato alla sua opera (1998), contribuiscono a farla riconoscere come una delle voci più alte della poesia argentina del secondo Novecento. Nel 2000 l’editrice Adriana Hidalgo (Buenos Aires) ha pubblicato la “obra reunida” La ley tu ley, che comprende le raccolte Mujer de cierto orden, Regreso a la patria, Interior con poeta e Partida de las grandes líneas, nonché il gruppo di poesie inedito che dà il titolo al libro. Adriana Hidalgo ha pubblicato anche il libro più recente di Juana Bignozzi, si alguien tiene que ser después (“se qualcuno dev’essere dopo”, 2010), nel quale sono contenute alcune tra le più belle liriche dedicate dalla poetessa al padre e alla madre, e ai valori e ai “miti” da loro trasmessi all’unica figlia.

«Il pathos di Juana Bignozzi deriva dalla sua resistenza a seppellire ciò che ha amato» (D.G. Helder, prologo a La ley tu ley). La nostalgia, che pure percepiamo nei versi di Bignozzi e che può essere nostalgia di un’epoca, di una città, di rapporti amicali, è un sentimento che non concede nulla al patetismo né tantomeno alla rassegnazione, temperato com’è dall’ironia e sorretto da uno spirito combattivo che si proietta spesso verso il futuro, nel quale immagina «figli che non ho avuto che torneranno a scegliere i loro nemici/gli renderanno di nuovo difficile la vittoria finale» (comprémosle unos jazmines, inclusa in Interior con poeta). E ancora, nei versi iniziali di Poema para el recuerdo de una ideología (in si alguien tiene que ser después): «la gente per bene seppellisce i suoi morti/io non ho morti da seppellire/ciò che sembra fantasma/discorso superato anacronismo/è una voce che parla vive la città». La coscienza di un fallimento storico, quello della sinistra argentina, si unisce alla rivendicazione della validità e dell’attualità di molte di quelle battaglie e di quei valori, e allo sguardo lucido e disincantato – ma non pessimistico – sulla società contemporanea. E nella produzione più recente si accentua il senso della poesia come sfida all’idea della sconfitta, sia individuale (si vedano le molte poesie sulla vecchiaia), sia storica.

Come afferma Beatriz Sarlo presentando si alguien tiene que ser después, il lettore che si accosta per la prima volta a questa poesia resterà colpito da «la perfezione del verso, la musicalità discreta, che sorge dal non contrariare il tono della lingua orale colta, dall’evocarla senza copiarla. Ammirerà inoltre la nitidezza delle idee e non soltanto la bellezza delle immagini, l’intelligenza sostenuta dalla distanza ironica, ma non così ironica da trasformarsi in sarcasmo, e sempre orientata da una dimensione morale che esclude il cinismo. [...] Si tratta di una poesia che coordina con apparente facilità la densità culturale e la densità dell’esperienza, la cui prima persona parla da un sapere che si appoggia su una miscela originale di sensibilità e storia».




POESIE DI JUANA BIGNOZZI



Mi permanente pobreza e intransigencia...

Mi permanente pobreza e intransigencia
es tal vez para alguien su canción de juventud
como mi irremediable vejez será justificación
de esa mezcla de asco y lucidez
que solemos llamar destino


La mia permanente povertà e intransigenza...

La mia permanente povertà e intransigenza
è forse per qualcuno canzone di gioventù
come la mia vecchiaia irrimediabile sarà giustificazione
di quel misto di schifo e di lucidità
che siamo soliti chiamare destino


Una foto del momento

mi vida es un decurso de ceremonias incumplidas
no enterré a mis padres
no tuve hijos
no tengo por delante un abismo en el cual perder mi vida
no pasé de la casa de un hombre a la de otro

en silencio el verdadero
que me sostiene detrás de tanto ruido
preparo una eternidad

esa foto tomada por la amistad de tus ojos
la ceremonia no fallida de mi vida
siempre dirá que estuve viva en un lugar que amaba


Una foto del momento

la mia vita è un decorso di cerimonie incompiute
non ho seppellito i miei genitori
non ho avuto figli
non ho davanti a me un abisso nel quale perdere la mia vita
non sono passata dalla casa di un uomo a quella di un altro

in silenzio quello vero
che mi sostiene dietro a tanto rumore
preparo un’eternità

questa foto scattata dall’amicizia dei tuoi occhi
la cerimonia non fallita della mia vita
dirà sempre ch’ero viva in un luogo che amavo


ahora que casi no nos conocemos...

ahora que casi no nos conocemos
y es más halagador compartir nuestras vidas
con los que las ignoran
ilusos seducidos por nuestra seducción
demos un paso por este helado parque europeo
aprovechemos las pocas horas de luz
aunque más no sea para que nuestros relatos concuerden


ora che quasi non ci conosciamo...

ora che quasi non ci conosciamo
ed è più allettante dividere le nostre vite
con quelli che le ignorano
illusi sedotti dalla nostra seduzione
facciamo un passo per questo gelido parco europeo
approfittiamo delle poche ore di luce
benché ormai non sia più perché i nostri racconti concordino


otra vez la cruda tarea a mi cargo...

otra vez la cruda tarea a mi cargo
de no aceptar los acuerdos
no aceptar este destino de joya de tu soledad
otra vez la cruda tarea de decir
tu final no va a ser mi final
ser el mundo entero en una vida es demasiado trabajo
para una mujer un poco mayor con citas dispersas en varias ciudades
que ya aprendió a no confundir
el dolor con la vida y la pasión con la propiedad


è ancora mio il crudo compito...

è ancora mio il crudo compito
di non accettare gli accordi
non accettare questo destino di gioiello della tua solitudine
ancora il crudo compito di dire
la tua fine non sarà la mia fine
essere il mondo intero in una vita è troppo lavoro
per una donna un po’ matura con appuntamenti dispersi in varie città
che ha già imparato a non confondere
il dolore con la vita e la passione con la proprietà


para ver el alba...

para ver el alba
ejercicio periódico en otra época
debo caminar toda la noche
alimentando crías que nunca crecerán
ahora sé que hay teorías para la juventud
ver aparecer la luz recuerda el primer rechazo
la brutalidad del nacimiento
y teorías para el principio del final
ver aun aparecer la luz es recuperar la noche


per vedere l’alba...

per vedere l’alba
esercizio abituale in un’altra epoca
devo camminare tutta la notte
nutrendo cuccioli che non cresceranno
ora so che ci sono teorie per la gioventù
veder apparire la luce ricorda il primo rigetto
la brutalità della nascita
e teorie per il principio della fine
vedere ancora apparire la luce è recuperare la notte


el viento del final del verano tarde en el amanecer...

el viento del final del verano tarde en el amanecer
nadie sabe que una mujer que ha entrado en la vejez
vuelve a sentir vuelve a recibir el ramalazo del viento en la alta noche
al mediodía podrá decir descubriéndose como antes se ocultaba
a las 4 de la mañana había viento
ya a nadie desafía
sólo a la idea de la derrota


il vento della fine dell’estate sera nell’alba...

il vento della fine dell’estate sera nell’alba
nessuno sa che una donna che è entrata nella vecchiaia
ricomincia a sentire a ricevere la sferza del vento a notte alta
a mezzogiorno potrà dire rivelandosi come prima si nascondeva
alle quattro di mattina c’era vento
non sfida più nessuno
solo l’idea della sconfitta


La luz de la edad

¿será ya para siempre el momento en que cae el día
y todavía no se encienden las luces?
¿será ya para siempre aquellos años en los que la luz maternal era
la macilenta del comienzo del día
donde vos y yo
descoloridos y agotados cruzábamos una plaza?


La luce dell’età

sarà per sempre ormai il momento quando il giorno cade
e ancora non si accendono le luci?
sarà per sempre ormai quegli anni in cui la luce materna era quella
macilenta dell’inizio del giorno
dove tu ed io
scoloriti ed esausti attraversavamo una piazza?


mi madre joven llevándome a fotografiar...

mi madre joven llevándome a fotografiar
mi madre apostando con esa niña a una eternidad
con la sabiduría del trabajo no temblaba al apostar a un vacío
ahora que en el aire sólo queda tu sonrisa despectiva
aún no me has dicho cómo y cuánto debo pagar
¿debo calmar tu foto insomne para siempre?
¿nunca dormirás para que yo duerma?
¿ampara tu mirada la libertad que aún defiendo?


mia madre giovane mi porta dal fotografo...

mia madre giovane mi porta dal fotografo
mia madre che con quella bimba scommette su un’eternità
con la saggezza del lavoro non esitava a scommettere su un vuoto
ora che nell’aria resta soltanto il tuo sorriso sdegnoso
non mi hai ancora detto come e quanto devo pagare
devo calmare la tua foto insonne per sempre?
non dormirai mai perché io possa dormire?
protegge il tuo sguardo la libertà che ancora difendo?


Las mujeres de mi corazón

rodeada de creadoras de prestigio
rescataría la voz del papelito escrito al azar
por las que no fueron desdichadas infelices
ni pasto de la superficialidad
ganaron guerras silenciosas y duraderas
no quisieron que les prometieran amor ni fidelidad
sino que les mandaran flores sin mensajes
para poder cantar a solas en sus casas


Le donne del mio cuore

circondata da creatrici di prestigio
riscatterei la voce del foglietto scritto d’impulso
da quelle che non furono disgraziate infelici
né pasto della superficialità
vinsero guerre silenziose e durature
non vollero ricevere promesse di amore o fedeltà
ma omaggi floreali senza biglietti
per poter cantare sole nelle loro case


Después de décadas vos me anunciarás la muerte

el día que dejes de hablarme de manera irónica
seca y un poco desatendida
sabré que me estoy muriendo
el día que dejes de decirme
por favor se habla con el subjuntivo lo has olvidado
no se viste uno con flores y rayas
no se sale así a la calle
ese día seré conmovedora
digna de piedad
y toda forma de felicidad habrá desaparecido
el día que me disculpes cualquier
cosa que diga
sabré que ya ha llegado el final


Dopo decenni tu mi annuncerai la morte

il giorno che smetterai di parlarmi in maniera ironica
secca e un po’ indifferente
saprò che sto morendo
il giorno che smetterai di dirmi
per favore si parla con il congiuntivo l’hai scordato
non ci si veste con fiori e righe
non si esce di casa così
quel giorno sarò commovente
degna di pietà
ed ogni forma di felicità sarà scomparsa
il giorno che giustificherai ogni
cosa che dico
saprò che è arrivata la fine


me amó mi único padre...

me amó mi único padre
me amó mi único marido
por eso soy incapaz del vaivén de los sentimientos
de ciertos sufrimientos del corazón de la soledad
y también del destino
si ellos dejaron un hueco
yo lo cubrí con mi pasión
¿pusieron ellos el amor?
¿puse yo el destino?
¿pusieron ellos la distancia y cierta frialdad?
¿puse yo la historia necesaria?
me condenaron a la insensibilidad ante ciertos matices del alma
que ellos taparon con su seguridad
de no fallar en el reclamo
de estar convencidos de que amaban
como debía amarse


mi amò il mio unico padre...

mi amò il mio unico padre
mi amò il mio unico marito
per questo sono incapace dell’oscillazione dei sentimenti
di certe sofferenze del cuore della solitudine
e anche del destino
se loro lasciarono un vuoto
io lo coprii con la mia passione
misero loro l’amore?
misi io il destino?
misero loro la distanza e una certa freddezza?
misi io la storia necessaria?
mi condannarono all’insensibilità davanti a certe sfumature dell’anima
ch’essi nascosero con la loro certezza
di non deludere la chiamata
di esser convinti che amavano
come si doveva amare


I testi delle poesie Mi permanente pobreza e intransigencia, Una foto del momento, ahora que casi no nos conocemos, otra vez la cruda tarea a mi cargo, para ver el alba sono tratti dal volume: Juana Bignozzi, La ley tu ley, Adriana Hidalgo editora, Buenos Aires, 2000. I testi delle restanti poesie sono tratti dal volume: Juana Bignozzi, si alguien tiene que ser después, Adriana Hidalgo editora, Buenos Aires, 2010.


Traduzione dallo spagnolo di Stefano Bernardinelli




Juana Bignozzi
è nata il 21 settembre del 1937 a Buenos Aires (Argentina). Ha vissuto per un trentennio in Spagna, a Barcellona. Dal 2004 risiede nuovamente nella sua città natale. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia:

  • Los límites, Stilcograf, Buenos Aires, 1960
  • Tierra de nadie, Nueva Expresión, Buenos Aires, 1962
  • Mujer de cierto orden, Falbo Librero, Buenos Aires, 1967
  • Regreso a la patria, Libros de Tierra Firme, Buenos Aires, 1989
  • Interior con poeta, Libros de Tierra Firme, Buenos Aires, 1993
  • Partida de las grandes líneas, Libros de Tierra Firme, Buenos Aires, 1997
  • La ley tu ley, “obra reunida”, Adriana Hidalgo editora, Buenos Aires, 2000
  • Quién hubiera sido pintada, Siesta, Buenos Aires, 2001
  • Antología personal, Colección Bicentenario de la Biblioteca Nacional, Buenos Aires, 2009
  • si alguien tiene que ser después, Adriana Hidalgo editora, Buenos Aires, 2010
L’opera di Bignozzi ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra i quali ricordiamo il Segundo Premio Municipal de Poesía (2000) e il Premio Konex – Diploma al mérito por el quinquenio 1999-2003.
Alcune sue poesie, tradotte in italiano da Stefano Bernardinelli, sono apparse sul numero di ottobre 2012 della rivista Lo Straniero (Contrasto Editore).

(Foto di Alejandra López )


s.bernardinelli@tiscali.it